Che cos’è il Judo

Il judo è un’arte marziale giapponese.

Per assimilarne la natura occorre capire il significato della parola stessa.

Il termine judo è composto da due simboli kanji:    (ju = flessibilità, cedevolezza) e 柔 (do = via). Perciò il vocabolo 通柔 significa “via della flessibilità – cedevolezza”.

Il principio della flessibilità del judo è spiegato così: di fronte ad un avversario si vince cedendo, cioè non opponendo resistenza alla sua forza, bensì adattandovisi ed acquistando un vantaggio per poi utilizzarlo a proprio profitto.

È convinzione abbastanza comune che il judo si tratti essenzialmente di una tecnica di difesa personale e di uno strumento di autoassicurazione fisica e psicologica, in definitiva di un’arma. Ma ciò che normalmente non si sa è che chi possiede quest’arma tende per lo più a non usarla come tale; infatti, se è vero che il judo è un efficace mezzo di difesa e di offesa, è altrettanto vero che non è solo questo.

Molti pensano che il judo sia solo uno sport come tanti altri. È vero, lo è; ci sono allenamenti, la ginnastica preparatoria, le gare ed i campionati, le medaglie, i diplomi… Ma non è solo questo; il judo è soprattutto un’arte, attraverso cui si raggiunge la massima efficienza fisica e spirituale.

I principi del Judo

I principi del Judo sono espressi da due massime: “Amicizia e mutua prosperità” e “miglior impiego dell’energia”.

自他共栄  Ji-ta-kyo-ei

La parola è composta da quattro ideogrammi, il primo Ji,significa “io / se stesso”, il secondo Ta, “altro / noi”, mentre il terzo e quarto Kyo-ei indica “prosperare in amicizia / di comune accordo” e viene usualmente tradotto in “Amicizia e mutua prosperità”.

Il Judo non può essere praticato da soli e la palestra di judo è il luogo dove collaborazione ed aiuto reciproco sono attività concrete e quotidiane, questo insegna agli allievi che il progresso personale si può ottenere solo con la collaborazione degli altri, sia nel judo che nella vita di tutti i giorni.

精力善用 Sei-ryoku-zen-yo

La parola è composta dai primi due ideogrammi, sei-ryoku, esprime il concetto di vigore e/o energia sia fisica che mentale, mentre gli ultimi due ideogrammi indicano la parola zen-yo che significa buon uso/proposito, dunque “buon utilizzo della energia fisica e mentale” tradotto più semplicemente in “miglior uso dell’energia“.

Il principio applicato alla tecnica insegna all'allievo lo studio delle tecniche, alla loro applicazione al momento giusto, sfruttando il movimento e la forza dell’avversario così da ottenere un grande risultato con un impiego minimo di forza.

Dispense